'o mazzeppivezo
Probabilmente
l'ultima volta che a Massa si è giocato a mazzeppivezo (contrazione di mazza
e pivezo) è stato prima dell'ultima guerra; dopo di allora solo
sporadicamente qualche nostalgico ha usato talvolta questi attrezzi, ma da solo,
facendo semplicemente saltare 'o pivezo e tentando di lanciarlo lontano
colpendolo al volo con 'a mazza.
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Per
giocare al vero mazzeppivezo si doveva invece essere almeno in due ed
era necessario disporre di uno spiazzo sufficientemente ampio che permettesse
anche le lunghe battute; inoltre era molto poco opportuno giocare in posti
trafficati o in vicinanza di finestre o altre cose fragili. Infatti questo gioco
poteva rivelarsi abbastanza pericoloso perché 'o pivezo, quando era mazzecato
(colpito) con una certa violenza, ma nella direzione sbagliata, poteva procurare
danni seri non solo alle cose, ma anche alle persone. La
parte di campo da tracciare era semplicemente costituita da due piccole fosse
scavate ad una distanza di sette-otto metri una dall'altra. A sorte si decideva chi dovesse essere il primo
ad impugnare 'a mazza e ovviamente all'altro sarebbe toccato lanciare 'o
pivezo. |
'O
mazzeppivezo
poteva essere giocato in due o in quattro,
organizzati in due squadre di due ragazzi. Per semplicità si descriverà
prima il gioco a due e poi si metteranno in risalto le differenze del gioco a
quattro.
Il
battitore stava fermo un poco avanti alla propria fossa dalla quale, al momento
del lancio del pivezo, sfilava 'a mazza, fino ad allora infissa
nella buca. Il suo obiettivo primario era quello di mazzecare al volo 'o
pivezo tentando di mandarlo il più lontano possibile poiché dalla gittata
del tiro dipendeva il numero di punti che avrebbe segnato a suo favore. Infatti,
una volta che il suo tentativo avesse avuto esito positivo, avrebbe dovuto
cominciare a correre da una buca all'altra fin quando il suo avversario non
fosse riuscito a recuperare 'o pivezo e non lo avesse infilato nella
fossa dalla quale egli era partito. Ogni volta che il battitore raggiungeva una
buca doveva infilare per un attimo la mazza nella fossa e contava un punto a suo
favore e subito ripartiva per l'altra buca. Quando il lanciatore arrivava con 'o
pivezo il battitore si fermava e il gioco ricominciava a ruoli invariati. C'era poi il caso particolare del battitore che fosse arrivato
a toccare la buca contemporaneamente al lanciatore: il punto non veniva
attribuito e il gioco riprendeva in un altro modo. Si metteva 'o pivezo a
terra e il battitore doveva percuoterne un'estremità con la mazza in modo da
farlo saltare in aria e quindi colpirlo mentre era in volo. Poteva effettuare
tre tentativi, i quali erano accompagnati da queste parole mazzeca e uno,
mazzeca e doje e pivezo e tre. Invece, nel caso in cui avesse fallito tutte
e tre le prove o non fosse riuscito ad aggiudicarsi alcun punto, il suo
avversario ne avrebbe guadagnato uno e si cambiava battuta. Se, al contrario, in
uno dei tre tentativi avesse mazzecato 'o pivezo, mentre il
lanciatore andava a recuperarlo, lui ricominciava a correre fra le buche e
segnava un punto per ogni buca toccata.
Se
'a mazzecata non fosse riuscita bene, il battitore doveva comunque
tentare di deviare 'o pivezo almeno di quel tanto che gli impedisse di
fermarsi vicino alla fossa. Se non fosse riuscita neanche questa difesa e il
legnetto si fosse fermato entro un palmo dal margine della fossa, era il lanciatore
a guadagnare un punto e si cambiava la battuta, cioè si invertivano le parti.
Quando
il battitore mancava il colpo e il pivezo finiva comunque lontano dalla
buca, i lanci continuavano fin quando il battitore non fosse riuscito a mazzecare
o il lanciatore ad avvicinarsi abbastanza alla fossa. Altre volte, si stabiliva che quando, a seguito del
"liscio" del battitore, 'o pivezo si fosse fermato distante
dalla fossa, si sarebbe proseguito il gioco effettuando i tre tentativi di
alzarlo e mazzecarlo al volo invece di ripetere il lancio. La partita era
vinta dal giocatore che per primo avesse totalizzato a dodici punti.
Nel
gioco a quattro i ragazzi, sempre dopo aver tirato a sorte per determinare a quale squadra toccassero 'e mmazze,
si disponevano vicino alle fosse. Ogni squadra aveva un giocatore vicino a
ciascuna buca e i battitori infilavano la loro mazza nella buca, attentamente
controllati dagli avversari, ognuno dei quali aveva un pivezo fra le
mani.
Esisteva
anche un'altra differenza con il gioco a due in quanto c'era un controllo
rigoroso della fossa da parte di quelli che avevano 'o pivezo. Come si è
detto il battitore poteva estrarre la propria mazza dalla buca solo al momento
del lancio del legnetto da parte dell'avversario e quando si era in due al
massimo poteva nascere una discussione, ma non c'erano conseguenze relative al
gioco. Giocando in quattro, invece, se la mazza fosse stata presa in mano
anzitempo dal battitore, il lanciatore accanto a lui poteva infilare 'o
pivezo int''a fossa e quindi si cambiavano i ruoli.
Per
questo gioco, più che per tutti gli altri, molti potranno avere notizie diverse
circa delle regole che non sono esattamente quelle pocanzi esposte e ci sarà
anche chi sosterrà che le dimensioni del campo e degli attrezzi non sono
giuste. Molto probabilmente avranno tutti ragione poiché si riferiscono sì
allo stesso gioco, ma praticato in altro luogo e casomai in epoca diversa. Non
si deve dimenticare che la lippa (questo è il nome italiano del mazzeppivezo)
è un gioco antico di secoli, è stato giocato in tutta Italia e probabilmente
anche all'estero, ed è tuttora praticato in alcune regioni del nord. Non ci si
deve quindi meravigliare se nel corso di tutti questi anni ogni paese ha assunto
delle proprie misure standard e delle regole particolari.
tratto dal libro di Giovanni Visetti - disegni di Raffaele Mellino
Barracca 'o Rutunniello, Cavallo Cavallo mantieneme 'ntuosto ed altri giochi dimenticati