1 film al giorno

microrecensioni 2017


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Film visti nel 2016

film 1 - 50

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film 251 - 300

film 301 - 350

film 351 - 403

il Cinema secondo GioVis (Jean Lumière)

"Ho visto film che voi umani non potreste immaginare ..."

parafrasando Rutger Hauer/Roy Batty nel film Blade Runner (1982) diretto da Ridley Scott


Il giorno di Natale 2015 aprii questa pagina e le altre ad essa linkate, riunii in nella raccolta Il Cinema secondo GioVis i post "cinematografici" pubblicati su Discettazioni Erranti e annunciai la creazione di una nuova raccolta Google+ con le micro-recensioni dei film che avrei visto nel 2016: un film al giorno (366 essendo bisestile)

Grazie a varie propizie circostanze ho raggiunto la prevista quota 366 già a fine novembre e quindi ho mirato ai 400 film nel 2016. In vista della conclusione dell'anno e prima di aprire la simile raccolta 2017, ho riorganizzati in 8 pagine i poster (cliccando sui quali si accede alla relativa micro-recensione), ne ho uniformato le dimensioni e ho aggiunto regista, paese e anno.

ultimi film visti


il CINEMA

secondo

GioVis

(aka Jean Lumière)


post pubblicati su

Discettazioni Erranti


FILM VISTI

nel 2015

nel 2014

nel 2012-13

breve storia dei miei oltre 40 anni da cinefilo

Per fornire una seppur vaga idea del mio background e di conseguenza delle ragioni di alcune mie valutazioni, critiche e passioni, ho riassunto il mio curriculum di appassionato di cinema in due periodi ben distinti, divisi da una quindicina di anni (1990-2006) di minima attività.

Anni '70 e '80 - le origini, le basi

Ancor prima di diventare maggiorenne cominciai a frequentare qualche cineforum e cinema d'essai e appena ventenne ero già un cinemaholic nonché un habitué della famosa ed ineguagliata Cineteca Altro (gestita mirabilmente dallo storico del cinema Mario Franco in un gelido sotterraneo a Port’Alba, Napoli).

Lì conobbi altri filmofagi ed imparai ad apprezzare pellicole non commerciali, moderne di paesi cinematograficamente semi-sconosciuti e tante altre a cominciare da quelle mute dei maestri dell’Espressionismo tedesco, come Lang, Murnau e Lubitsch, ed altre pietre miliari della storia del Cinema.

In quegli anni collaborai per un certo tempo con una radio libera gestendo una mia rubrica di cinema e così riuscii ad avere accrediti per un paio di Festival di Pesaro e per tre edizioni di quello di Parigi. Questi non proponevano solo prime internazionali, ma anche interessantissime retrospettive ed i cinefili terminali come me avevano la possibilità di vedere anche 7 film al giorno, vale a dire una cinquantina nel corso della settimana.

Nell’autunno del 1975, sulle ali dell’entusiasmo cinefilo, comprai un proiettore Cinemeccanica Victoria 35mm (di seconda mano ed abbastanza malandato, eppure funzionante) e misi su un programma di 20 film del “Nuovo Cinema Americano” (anche questo momento fondamentale della storia del cinema) parecchi dei quali visti proprio a Pesaro pochi mesi prima. Per le proiezioni ero ospite del TIN (Teatro Instabile Napoli) dell’attore e regista Michele Del Grosso, il quale mi affibbiò il soprannome di Jean Lumière. La lista comprendeva titoli commerciali (necessari per recuperare le spese) come American Graffiti (Lucas), Easy Rider (Hopper), Un uomo da marciapiede (Schlesinger), Il laureato (Nichols) e altri allora quasi sconosciuti come Duel (Spielberg), America, America dove vai? (Wexler), Punto zero (Sarafian), Alice non abita più qui (Scorsese),  Mean Streets (Scorsese), La conversazione (Coppola), Electra Glide (Guercio). Anche i meno attenti ai nomi avranno notato i vari registi famosi appena citati che, all’epoca, erano all’inizio della loro carriera.

L’edizione del ‘77 del Festival di Pesaro comprendeva invece una ottima retrospettiva dal titolo “40 anni di cinema spagnolo” e detta panoramica fu il mio approccio con questa cinematografia per alcuni versi vicina alla nostra, ma allora quasi del tutto sconosciuta in Italia. Ai più giovani è necessario ricordare che fino ad un paio di anni prima la Spagna era stata sotto il franchismo, la dittatura del Caudillo (o Generalisimo) Francisco Franco che governò dalla fine della guerra civile (1939) fino al giorno della sua morte (1975). Durante tutto quel periodo veniva esercitata la censura e molti artisti furono costretti ad “emigrare” come per esempio il più famoso dei registi spagnoli, vale a dire Luis  Buñuel che riparò in Messico dirigendo lì film rinomati fra i quali Los olvidados (1950), Él (1953), Ensayo de un crimen (1955) e infine Viridiana (1961).

Altri riuscirono a lavorare in patria rimanendo sempre al limite del consentito e sfruttando al meglio le opportunità fornite della comedia negra, genere nel quale furono maestri ed eccelsero Berlanga (Bievenido Mr Marshall, Placido, El Verdugo, La vaquilla) come regista e Rafael Azcona (vincitore di 7 Premi Goya, autore della maggior parte delle sceneggiature per Marco Ferreri, e molte dei film dello stesso Berlanga, Saura, Cuerda, Trueba) come sceneggiatore. Durante tutto quel periodo la Spagna restò praticamente isolata dal resto dell’Europa, ma meritano senz'altro una visione film notevoli come Muerte de un ciclista e Calle Mayor (J. A. Bardem, zio di Javier), La caza (Saura) e i relativamente più recenti El espiritu de la colmena e Sur (Erice), Surcos e Los pejes rojos (Nieves Condes).

Se Pesaro mi fornì la possibilità di ottime introduzione al cinema spagnolo e al nuovo corso americano, i Festival di Parigi mi diedero la possibilità di essere iniziato anche ad altre cinematografie come la ungherese, l’indiana e varie dell’America latina che venivano proposte in sezioni “secondarie”.

Fin quasi alla fine degli anni ’80 continuai a frequentare cineforum (che però stavano già perdendo di qualità) e sale d’essai (che cominciavano a chiudere.

Dal 2007 ad oggi - il grande ritorno

Sono ormai quasi 10 anni che non viaggio più tanto in modo tradizionale preferendo soggiorni più lunghi in un medesimo posto e varie volte ho svernato all’estero e proprio in una di queste occasioni ho ricominciato alla grande. Il mio soggiorno hawaiano, a Honolulu, a cavallo del 2007-8, ha segnato l’inizio di questo ritorno a numeri consistenti di film, congiuntamene ad un aumento di qualità e varietà che mi ha permesso di ampliare i miei orizzonti cinematografici e di recuperare parte del tempo perduto.

Oltre ad approfittare della più ampia offerta di film delle sale americane, lì ho avuto modo di seguire le rassegne monografiche proposte dall’Honolulu Museum of Art, nel suo Doris Duke Theatre dedicate sia a paesi cinematograficamente pressoché sconosciuti e con produzione minima come il Buthan, ma anche all’ormai famosa cinematografia indiana. Ogni anno si tiene il Bollywood Film Festival che presenta molte pellicole recentissime, sia buone e serie che di cassetta, affiancate da film classici di metà secolo scorso come Mughal-e-Azam o la cosiddetta Trilogia di Apu, tre film girati nel 1955-59 dal regista Satyajit Ray (“Figura tra le più autorevoli della cinematografia mondiale” da treccani.it) ma quanti li conoscono?

Ancor di più offriva la programmazione del piccolo, ma eccezionale Honolulu Movie Museum, che non è affatto un museo nel vero senso della parola, bensì una cineteca in miniatura: appena una ventina di poltrone, ma in pelle e reclinabili, prenotazione quindi quasi obbligatoria, un paio di film al giorno 5 giorni su 7, ... il tutto a soli 5 dollari (meno di 5 Euro).

Negli svernamenti successivi in Portogallo e Nuova Zelanda ho continuato ad ampliare i miei orizzonti (nel secondo caso con molti film australiani) e successivamente le frequentazioni della Cinémathèque française, Cinemateca Portuguesa e Cineteca Nacional Mexico mi hanno ulteriormente arricchito.

Infine, per rendermi quanto più indipendente possibile ed approfittando della attuale tecnologia, dal 2012 ho una mia saletta cinema (8 posti, schermo di 100”) e sono sempre alla ricerca di dvd sul mercato dell'usato e su internet (specialmente per le collezioni monografiche) non trascurando il download (legale) di film di pubblico dominio da archive.org, TCM, Free Classic Movies o dai più conosciuti YouTube, Vimeo, ecc.

La sufficiente conoscenza di inglese e spagnolo per guardare film in versione originale anche senza sottotitoli (con questi mi vanno bene anche francese e portoghese) mi avvantaggia in quanto ho  accesso ad un'offerta estremamente vasta e mi ha consentito di crearmi una videoteca di ormai quasi 1500 titoli.

Per esempio, a Parigi feci incetta dei migliori film indiani degli anni '50-70 (in v.o. sottotitolati in inglese o francese) e da vari anni in Spagna frequento i mercati dell'usato nei quali ho comprato almeno un paio di centinaia di buoni film, quasi tutti a 1 euro, ma anche a 50 centesimi. E non pensiate che siano filmacci ... quelli vengono venduti velocemente mentre i classici e i buoni restano a disposizione dei pochi intenditori.

Per darvene un’idea, vi dico che ho trovato, e ovviamente comprato: Ottobre (Eisentstein), Intolerance (Griffith), Sansho Dayu (Mizoguchi), Los olvidados e Viridiana (Buñuel), Bande à part (Godard), Foreign correspondent (uno dei pochi di Hitchcock che mi mancava), Gioventù bruciata (Ray), Sacrifico (Tarkovski), Hiroshima mon amour (Resnais), Jules et Jim (Truffaut), Veronika Voss e Lola (entrambi di Fassbinder), To be or not to be (Lubitsch), una collezione di western classicissimi, ma non molto comuni in Italia, e molti altri che, seppur non del livello di questi appena citati, senz’altro meritano di essere guardati e di avere in videoteca.

Sono stato senz’altro favorito dalla chiusura dei videonoleggi, dai grandi come Blockbuster ai piccoli noleggiatori locali che, di conseguenza, hanno portato sulle bancarelle dei mercatini una gran quantità di dvd a prezzi bassissimi e in linea di massima in ottime condizioni, in particolare quelli meno conosciuti e quindi meno usati. Si trovano anche tanti dvd invenduti delle serie allegate a quotidiani o riviste, quindi non ex-noleggio, ma assolutamente nuovi.

Purtroppo questa pacchia terminerà a breve ... mi devo affrettare.

Per informazioni generiche o tecniche e recensioni  dei film consiglio di consultare i seguenti siti:

IMDb (Internet Movie Database) : il più completo, la Bibbia del Cinema, con archivio di 3.5mln di titoli e quasi 7mln di nomi (in inglese)

Rotten Tomatoes : meno dati di IMDb, raccoglie soprattutto recensioni in rete, quindi carente su film datati (in inglese, ma con numerose recensioni in spagnolo)

Film Affinity/es : trovo che sia il più completo per quanto riguarda film spagnoli e dell'AmericaLatina (in spagnolo)

Allo Ciné : sopratutto cinema francese, ma non solo (in francese)

 Upperstall.com  : specializzato in cinema indiano. uno dei più frequentati al mondo fra i siti che si occupano di cinema  (in inglese)

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