Labirinti e Dedali

Il Labirinto originario, preistorico, cretese, romano e medioevale è unicursale, cioè formato da un unica via che, procedendo dall’ingresso verso il Centro, si avviluppa e si avvolge avvicinandosi e allontanandosi dalla meta, alla quale comunque giunge senza possibilità di errore.

Disegni di Labirinti risalenti a migliaia di anni fa sono stati scoperti in quasi ogni parte del mondo e solo all'inizio del XV secolo fecero la loro comparsa i Dedali. I più antichi risalgono al Rinascimento italiano e più tardi, all'epoca barocca e rococò, divengono percorsi fra siepi con l’unico scopo del divertimento.


mosaico della "Casa dei disegni geometrici" (Pompei)


Labirinti e Dedali sono simili eppure profondamente diversi praticamente e concettualmente, quindi non solo nella loro costruzione, ma anche e soprattutto per il loro significato simbolico. Il Labirinto presenta un percorso estremamente tortuoso, che appare inutile a chi non coglie chiaramente la sua essenza. In esso, contrariamente al Dedalo, il cammino termina nel centro, meta ben visibile fin dall’inizio; esiste solo la scelta iniziale: restare fuori o entrare e camminare fino alla meta, lontana eppure così vicina. E' una via lunga, ma senza bivi, incroci o vicoli ciechi, senza necessità di scelte; non c’è destra o sinistra, solo avanti e indietro. Una volta giunti al Centro, dopo una ragionevole sosta (meditativa), si ripercorrere lo stesso itinerario in senso inverso per tornare al punto di partenza.

Un Dedalo ha invece molti itinerari possibili: tratti ciechi, incroci e biforcazioni obbligano ad effettuare continue scelte. Mentre i Labirinti possono essere delimitati da una striscia d’erba, da ciottoli o da un disegno sul pavimento rimanendo sempre completamente a vista, le siepi che delimitano i cammini dei Dedali sono abbastanza alte da impedire la visione laterale ed i continui cambi di direzione fanno perdere l’orientamento. Ci si smarrisce facilmente, ritornando più volte negli stessi luoghi, pur essendoci un solo percorso che porta all’uscita.

Da questa differenza essenziale nel modo di procedere risulta lampante che i Labirinti facilitano il rilassamento, la concentrazione e la meditazione, non richiedendo alcuna attenzione per raggiungere la meta, ed è giusto percorrerli con la giusta lentezza.

Al contrario la ricerca della via d’uscita dai Dedali, sia per i più semplici che per quelli estremamente intricati, richiede concentrazione e attenzione ed è vissuta come uno svago.

Labirinto dell’Oasi Olimpia Relais

(progetto di Giovanni Visetti - foto scattata subito dopo la piantumazione)

 

E' un ampliamento e adattamento del disegno dei labirinti preistorici classici come quello di Cnosso - leggendaria dimora del Minotauro - rappresentato anche su monete risalenti al IV sec. a.C..

Il percorso unidirezionale è delimitato da basse siepi di bosso (Buxus pumila) con inserti di evonimo giapponese (Evonymus japonicus) ed ha uno sviluppo di 250m per cui, avendo raggiunto il centro, all’uscita si è percorso mezzo chilometro.

Al margine dell’ampia piazzola di arrivo, una comoda panchina invita ad una sosta di riflessione prima di iniziare il percorso di ritorno e la sera consente di godersi i colori del tramonto.

E’ stato progettato da Giovanni Visetti e, sotto la sua direzione, realizzato dallo staff del Vivaio La Quercia di Massa Lubrense.


foto scattate durante la piantumazione - febbraio 2007